L’osteopatia un’esperienza sensoriale

Ecco l’intervista a James Jelauos, riconosciuto Dottore in Osteopatia negli Stati Uniti, che combacia con il mio modo di lavorare e di essere osteopata. Riporto i punti più interessanti e vi allego l’intervista completa in pdf, per chi fosse interessato in ulteriori approfondimenti.

Qual’è la qualità di un osteopata?

La prima è quella, secondo me, di ritornare alla motivazione primaria; alla prima volta che si è detto voglio aiutare la gente e chiedersi perché si è diventati osteopati.

Il nostro scopo è prenderci cura della gente che soffre e non di prodigarci in trattamenti.

Il nostro compito è quello di valutare il paziente nella sua globalità e andare alla ricerca della salute. Ci serve quindi capire il modo di essere presenti che ci da accesso al paziente. Quando appoggiate le mani su un paziente trovate sempre che corrisponde con ciò che egli vi ha detto? Ci racconta delle storie un po’ come se volesse mentirci. La ragione sta nel fatto che i pazienti a volte non si confidano completamente. Arrivano nel nostro studio e noi ci comportiamo come medici: è la peggior cosa da fare. Il nostro lavoro è un privilegio. Ci può capitare di essere seduti davanti ad un paziente che è chiuso, sta soffrendo in silenzio ma è in diretto contatto con me. E’ lasciando che lo spirito diventi umile che noi possiamo far molto per la gente. 


L’osteopatia è una scienza?

 se intendiamo la scienza come qualcosa che non ha limiti, ma se parliamo di scienza in termini moderni allora rispondo di no; in quanto si basa sulla ricerca che si fonda su propri dogmi. La scienza autentica quella definita dai dizionari significa “osservazione del mondo naturale che può essere ripetutamente verificata”.

L’osteopatia non è uno studio a doppio cieco, è uno studio di un centinaio di criteri doppio cieco. Se vi apprestate a divulgare un concetto, il mondo intero vi deriderà e vi prenderà per un pazzo, vi contraddirà e dopo 20 anni di lutto vi dirà che funziona e che questo concetto è stato verificato.

Gli osteopati formano un gruppo molto più difficile di altri gruppi scientifici. L’approccio scientifico di questa professione è difficile. In tutti i modi penso, trovo e questo guarisce.

Nell’approccio biodinamico interviene un altro elemento, è la salute che noi cerchiamo l’uno nell’altro.

Intervista completa:

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